Eccoci...
Ripartiamo l'otto settembre, lunedì.
Giorni e orari sono gli stessi, ovverosia i giorni dispari dalle 19.00 alle 21.00.
In molti mi hanno consigliato di fare lezioni di durata minore, perchè due ore sono troppe.
Sono però restio ad assecondare un eccessivo ammorbidimento della fatica, anche mentale, connessa all'allenamento.
Non si deve, a mio giudizio, trasformare l'allenamento in un evento troppo rilassante...
Per rilassarsi, l'ho già detto, ci sono i massaggi...
Per pregare, ci sono i templi...
Per fare aikido, e spero un buon aikido, potete venire da noi.
Ad ottobre abbiamo lo stage con il maestro Montenegro.
E' un grande evento, e spero che prosegua la ascesa, in termini di partecipazione ed entusiasmo, di questo appuntamento con un grande istruttore.
Due settimane prima, il 4 e il 5 ottobre, mi pare, dovrebbe esserci uno stage nazionale e gratuito presso l'altra palestra.
E' un bene che Foggia ospiti raduni importanti, e dunque invito tutti i miei allievi a partecipare anche a quel momento.
Chi volesse venire a trovarci, perchè incuriosito dall'aikido, venga prima possibile.
Sarà un piacere accogliervi e spegare quello che siamo e facciamo.
Auguro a tutti, ed a me stesso, che sia un anno aikidosticamente intenso e soddisfacente.
Vi aspetto numerosi e motivati.
A presto.
Luca
L'Aikikai d'Italia
L'Aikido a Foggia
L'Aikido a Foggia
lunedì 1 settembre 2014
sabato 26 luglio 2014
Orgoglioso bilancio di fine anno
Per il secondo anno consecutivo, siamo riusciti a proseguire gli allenamenti anche nel mese di luglio.
E' qualcosa che, lo confesso, mi inorgoglisce un pò.
Vuol dire che il dojo è vivo, il gruppo entusiasta, gli stimoli perduranti.
Se penso a dove abbiamo iniziato, e ai primi anni di vita di questa realtà, con uno o due persone lungo tutto l'anno, credo che possa dirsi che qualcosa di davvero grande è stato fatto.
Il merito di tutto questo, direi senza alcun dubbio, è del Maestro Fujimoto, del suo magnifico lascito, dell'entusiasmo per la disciplina che ha saputo trasmettere nella sua troppo breve vita.
E' curioso vedere, in una ipotetica mappa dell'aikido italiano, e in un meridione del tutto "defujimotizzato", questa sorta di enclave dell'insegnamento del Maestro in terra di Puglia e che si è andata ad aggiungere a quella ben più risalente rappresentata dal waka ki dojo di Domenico Casale.
Ne sono fiero.
Credo che cresceremo ancora.
Auguro a tutti buone vancanze.
Un pò di pausa è necessaria e serve a ricaricare le energie.
Per l'anno nuovo, con l'esame incombente, dovremo e dovò fare ancora meglio.
Si riprende l'otto settembre.
Un saluto.
Luca
E' qualcosa che, lo confesso, mi inorgoglisce un pò.
Vuol dire che il dojo è vivo, il gruppo entusiasta, gli stimoli perduranti.
Se penso a dove abbiamo iniziato, e ai primi anni di vita di questa realtà, con uno o due persone lungo tutto l'anno, credo che possa dirsi che qualcosa di davvero grande è stato fatto.
Il merito di tutto questo, direi senza alcun dubbio, è del Maestro Fujimoto, del suo magnifico lascito, dell'entusiasmo per la disciplina che ha saputo trasmettere nella sua troppo breve vita.
E' curioso vedere, in una ipotetica mappa dell'aikido italiano, e in un meridione del tutto "defujimotizzato", questa sorta di enclave dell'insegnamento del Maestro in terra di Puglia e che si è andata ad aggiungere a quella ben più risalente rappresentata dal waka ki dojo di Domenico Casale.
Ne sono fiero.
Credo che cresceremo ancora.
Auguro a tutti buone vancanze.
Un pò di pausa è necessaria e serve a ricaricare le energie.
Per l'anno nuovo, con l'esame incombente, dovremo e dovò fare ancora meglio.
Si riprende l'otto settembre.
Un saluto.
Luca
sabato 14 giugno 2014
Diseguaglianze virtuose
Ci sono, in linea di massima e per quanto mi riguarda, due tipi di allievo.
Quelli dai quali mi aspetto molto, e quelli dai quali non mi aspetto quasi nulla.
Ci sono naturalmente differenti sfumature, ma i primi generalmente sono quelli ai quali ogni tanto infliggo rispostacce, o ramanzine accorate.
I secondi sono quelli cui lascio fare un pò di tutto, certo entro limiti di decenza.
Ai primi, naturalmente, chiedo molto.
Se mancano, mi picco.
Se avverto che non sono completamente concentrati, ecco che parte il rimbrotto.
Quegli altri vengono continuamente incoraggiati, gli sorrido e mi mostro comprensivo e paterno.
Però, generalmente, non sono chiamati come uke.
Non contano molto, nella dinamica del dojo.
Non avranno mai davvero la mia dedizione.
Non vuole dire che non li segua, che non veda cosa fanno e che non tenti di farli crescere.
Nè tanto meno che questo giudizio sia definitivo, perchè si può passare facilmente dall'una all'altra tipologia.
Spero e credo però di rendere questa diversità di approccio.
Voglio che si veda che non sono trattati tutti allo stesso modo.
Anche negli esami, mi aspetto risultati completamente diversi, e pretendo preformance completamente diverse.
Non so, in fin dei conti, quanto i miei allievi sappiano di appartenere all'una o all'altra delle categorie.
Credo sia tuttavia un approccio corretto.
Non intendo, perchè credo sarebbe un tradimento della pedagogia che mi è stata trasmessa dal maestro Fujimoto, applicare una sorta di egualitarismo che non dica nulla della singolarità di ciascuno e dell'impegno messo.
Un'altra delle cose che ritengo di avere imparato da lui era proprio questo modo di procedere nel rapporto con chi lo seguiva.
Sorrideva a tutti, e dispensava gli stessi consigli.
D'altronde quello che mostrava era identico per tutti, eppure si capiva chi era veramente seguito e chi no.
Naturalmente, mi piace pensare che di me pensasse che fossi degno di appartenere alla tipologia dalla quale si aspettava qualcosa.
Ma chissà, forse non era così.
In questo caso, sarebbe stata una grande occasione persa.
Ai miei ragazzi chiedo di non avere dubbi, e di fare davvero il massimo.
Non risparmiarsi, non lasciarsi prendere dal demone della pigrizia.
Siate ambiziosi, fatevi valere.
Io cercherò di essere un insegnante dal quale aspettarsi qualcosa.
Ambizioso.
Che si fa valere.
Buon allenamento. Di corsa a preparare gli esami!
Quelli dai quali mi aspetto molto, e quelli dai quali non mi aspetto quasi nulla.
Ci sono naturalmente differenti sfumature, ma i primi generalmente sono quelli ai quali ogni tanto infliggo rispostacce, o ramanzine accorate.
I secondi sono quelli cui lascio fare un pò di tutto, certo entro limiti di decenza.
Ai primi, naturalmente, chiedo molto.
Se mancano, mi picco.
Se avverto che non sono completamente concentrati, ecco che parte il rimbrotto.
Quegli altri vengono continuamente incoraggiati, gli sorrido e mi mostro comprensivo e paterno.
Però, generalmente, non sono chiamati come uke.
Non contano molto, nella dinamica del dojo.
Non avranno mai davvero la mia dedizione.
Non vuole dire che non li segua, che non veda cosa fanno e che non tenti di farli crescere.
Nè tanto meno che questo giudizio sia definitivo, perchè si può passare facilmente dall'una all'altra tipologia.
Spero e credo però di rendere questa diversità di approccio.
Voglio che si veda che non sono trattati tutti allo stesso modo.
Anche negli esami, mi aspetto risultati completamente diversi, e pretendo preformance completamente diverse.
Non so, in fin dei conti, quanto i miei allievi sappiano di appartenere all'una o all'altra delle categorie.
Credo sia tuttavia un approccio corretto.
Non intendo, perchè credo sarebbe un tradimento della pedagogia che mi è stata trasmessa dal maestro Fujimoto, applicare una sorta di egualitarismo che non dica nulla della singolarità di ciascuno e dell'impegno messo.
Un'altra delle cose che ritengo di avere imparato da lui era proprio questo modo di procedere nel rapporto con chi lo seguiva.
Sorrideva a tutti, e dispensava gli stessi consigli.
D'altronde quello che mostrava era identico per tutti, eppure si capiva chi era veramente seguito e chi no.
Naturalmente, mi piace pensare che di me pensasse che fossi degno di appartenere alla tipologia dalla quale si aspettava qualcosa.
Ma chissà, forse non era così.
In questo caso, sarebbe stata una grande occasione persa.
Ai miei ragazzi chiedo di non avere dubbi, e di fare davvero il massimo.
Non risparmiarsi, non lasciarsi prendere dal demone della pigrizia.
Siate ambiziosi, fatevi valere.
Io cercherò di essere un insegnante dal quale aspettarsi qualcosa.
Ambizioso.
Che si fa valere.
Buon allenamento. Di corsa a preparare gli esami!
domenica 18 maggio 2014
E' successo a Bari...
E' successo, la settimana scorsa, che uno stage tenuto da un istruttore giovanissimo, che non ha da distribuire prebende sotto forma di gradi dan e giorni di presenza "nazionali", sia stato partecipatissimo e riuscito.
In entrambe le giornate, Daniele Montenegro ha calamitato attorno a sè circa trenta persone, tutte spinte da un grande entusiasmo e curiosità per il lavoro di questo insegnante e la sua conoscenza dell'aikido del maestro Fujimoto, facendo di questo appuntamento barese un evento importante della stagione aikidoistica regionale.
Anzi, direi più che regionale.
Non solo perchè erano presenti alcuni praticanti di altre regioni.
Soprattutto perchè, al momento, non credo ci siano molti raduni nei quali, a fronte di insegnanti che non danno gradi di terzo dan e oltre, e che vengano catalogati quali stage ordinari come tali "inutili" ai fini "amministrativi", si raccolga un numero così significativo di partecipanti di diverse provenienze.
Mi chiedo sempre, in questi casi, cosa accadrebbe se la regola dei giorni nazionali per il mantenimento della responsabilità di dojo o della qualità di esaminatore non ci fosse.
O se non si potessero organizzare stage gratuiti nei quali si facciano esami o che diano giorni nazionali.
Quanti stage in meno ci sarebbero, credo!
Qual'è il valore di uno stage nei nostri giorni?
Si sono create a mio giudizio biasimevolmente due categorie di stage.
Quelli che danno punteggio, per così dire, ossia quelli ad esempio gratuiti tenuti da membri della direzione didattica e, perchè no, con annessa sessione di esami anche per gradi alti.
E quelli che non danno punteggio.
Ci vai pagando, perchè pensi che sia interessante l'istruttore ed il lavoro che fa.
Qual'è il valore dei primi, e quale quello dei secondi?
E' una ridicola degenerazione, a mio giudizio, della funzione dei raduni, e non ci porterà lontano.
Quanto è valso partecipare al raduno del maestro Montenegro, la scorsa settimana?
Chiedetelo a quei trenta (o forse oltre).
Il mio giudizio lo conoscete già.
In entrambe le giornate, Daniele Montenegro ha calamitato attorno a sè circa trenta persone, tutte spinte da un grande entusiasmo e curiosità per il lavoro di questo insegnante e la sua conoscenza dell'aikido del maestro Fujimoto, facendo di questo appuntamento barese un evento importante della stagione aikidoistica regionale.
Anzi, direi più che regionale.
Non solo perchè erano presenti alcuni praticanti di altre regioni.
Soprattutto perchè, al momento, non credo ci siano molti raduni nei quali, a fronte di insegnanti che non danno gradi di terzo dan e oltre, e che vengano catalogati quali stage ordinari come tali "inutili" ai fini "amministrativi", si raccolga un numero così significativo di partecipanti di diverse provenienze.
Mi chiedo sempre, in questi casi, cosa accadrebbe se la regola dei giorni nazionali per il mantenimento della responsabilità di dojo o della qualità di esaminatore non ci fosse.
O se non si potessero organizzare stage gratuiti nei quali si facciano esami o che diano giorni nazionali.
Quanti stage in meno ci sarebbero, credo!
Qual'è il valore di uno stage nei nostri giorni?
Si sono create a mio giudizio biasimevolmente due categorie di stage.
Quelli che danno punteggio, per così dire, ossia quelli ad esempio gratuiti tenuti da membri della direzione didattica e, perchè no, con annessa sessione di esami anche per gradi alti.
E quelli che non danno punteggio.
Ci vai pagando, perchè pensi che sia interessante l'istruttore ed il lavoro che fa.
Qual'è il valore dei primi, e quale quello dei secondi?
E' una ridicola degenerazione, a mio giudizio, della funzione dei raduni, e non ci porterà lontano.
Quanto è valso partecipare al raduno del maestro Montenegro, la scorsa settimana?
Chiedetelo a quei trenta (o forse oltre).
Il mio giudizio lo conoscete già.
venerdì 25 aprile 2014
3 e 4 Maggio 2014 stage da non perdere
Ricordo a chiunque volesse vivere un week end di pratica aikidoistica di alto livello che sabato 3 e domenica 4 maggio a Bari il Waka Ki Dojo diretto da Domenico Casale ospita ed organizza uno stage del maestro Daniele Montenegro, giovanissimo e valente yondan, e insegnante di fama internazionale.
Si tratta, lo ripeto, di una occasione rara di vedere all'opera un istruttore di rilievo davvero speciale, la cui vicinanza al Maestro Fujimoto, del quale è stato per circa un decennio l'assistente personale, ha lasciato una impressionante capacità di esecuzione e profondità didattica.
Lo ritengo, mi è già capitato di dirlo ma lo ripeto perchè ne sono profondamente convinto, il successore più credibile dell'aikido elaborato dal Maestro negli ultimi lustri di vita, e che sono stati, a mio giudizio, quelli più incredibilmente evoluti e impressionanti.
A quel decennio e a quella vicinanza occorre aggiungere un grande talento personale, e una ricchissima esperienza da professionista della disciplina, che non vanno affatto trascurate nella valutazione complessiva del personaggio.
Ogni lezione con questo sensei lascia una grande sensazione di arricchimento e crescita aikidoistica, e non può fare restare indifferente chiunque voglia davvero progredire ed evolvere.
Da Foggia cercheremo di essere in tanti.
Spero che l'appuntamento venga valorizzato degnamente, e costituisca l'ennesimo tassello per l'affermazione di sensei Montenegro quale divulgatore prezioso e insostituibile del sapere e del lascito del mai troppo rimpianto Maestro Fujimoto.
Vi aspetto.
Si tratta, lo ripeto, di una occasione rara di vedere all'opera un istruttore di rilievo davvero speciale, la cui vicinanza al Maestro Fujimoto, del quale è stato per circa un decennio l'assistente personale, ha lasciato una impressionante capacità di esecuzione e profondità didattica.
Lo ritengo, mi è già capitato di dirlo ma lo ripeto perchè ne sono profondamente convinto, il successore più credibile dell'aikido elaborato dal Maestro negli ultimi lustri di vita, e che sono stati, a mio giudizio, quelli più incredibilmente evoluti e impressionanti.
A quel decennio e a quella vicinanza occorre aggiungere un grande talento personale, e una ricchissima esperienza da professionista della disciplina, che non vanno affatto trascurate nella valutazione complessiva del personaggio.
Ogni lezione con questo sensei lascia una grande sensazione di arricchimento e crescita aikidoistica, e non può fare restare indifferente chiunque voglia davvero progredire ed evolvere.
Da Foggia cercheremo di essere in tanti.
Spero che l'appuntamento venga valorizzato degnamente, e costituisca l'ennesimo tassello per l'affermazione di sensei Montenegro quale divulgatore prezioso e insostituibile del sapere e del lascito del mai troppo rimpianto Maestro Fujimoto.
Vi aspetto.
sabato 12 aprile 2014
Aikido della domenica
Ci si può svegliare la mattina dopo uno stage pieni di doloretti più o meno "invalidanti", e con la fortissima sensazione non solo che ne sia valsa la pena, ma che quei dolori siano la prova tangibile di avere fatto il dovuto, il necessario, ciò che va fatto per progredire e crescere di livello.
Io li capisco, i pigri.
Venire a fare stage come quello condotto dal Maestro Foglietta non è come andare a fare una passeggiata in bicicletta in giro per la città, o una scampagnata per prati.
Devi sudare, sopportare fatica, porre attenzione.
No, troppo stressante per molti.
Tuttavia, mi chiedo sempre in questi casi cosa ci si aspetti di avere da una pratica comoda, da pancia piena, o se vogliamo da approccio rilassato.
Scelgo di fare aikido perchè voglio rilassarmi?
Ma allora, benedetti figliuoli, non sarebbe molto meglio dedicarsi, chessò, alla pittur creativa, o prenotare una seduta di massaggi?
Mi fa sempre specie prendere atto come i più filosofeggianti tra i praticanti siano puntualmente i più pelandroni.
Praticano aikido per raggiongere improbabili illuminazioni, ma pretendono di arrivarci senza sudare.
Tutta questa tecnica e questa fisicità...
Ma non siamo mica atleti, si dicono...
O peggio, sportivi!
Siamo artisti marziali, cerchiamo l'assoluto.
Io dico, miei cari artisti, che dietro le illuminazioni ci sono grandi fatiche, mentali e fisiche.
Sarebbe opportuno dismettere i panni degli aspiranti saggi, perchè non è cosa per la maggior parte di noi, e divenire per lo meno dei discreti praticanti.
Detto questo, agli stage ci si diverte.
Soprattutto se si suda e si fa fatica.
Altrimenti a che serve?
Altrimenti è meglio fare una scampagnata.
Oppure un picnic.
Veniamo anche io e Foglietta.
Un saluto e buona pratica.
Io li capisco, i pigri.
Venire a fare stage come quello condotto dal Maestro Foglietta non è come andare a fare una passeggiata in bicicletta in giro per la città, o una scampagnata per prati.
Devi sudare, sopportare fatica, porre attenzione.
No, troppo stressante per molti.
Tuttavia, mi chiedo sempre in questi casi cosa ci si aspetti di avere da una pratica comoda, da pancia piena, o se vogliamo da approccio rilassato.
Scelgo di fare aikido perchè voglio rilassarmi?
Ma allora, benedetti figliuoli, non sarebbe molto meglio dedicarsi, chessò, alla pittur creativa, o prenotare una seduta di massaggi?
Mi fa sempre specie prendere atto come i più filosofeggianti tra i praticanti siano puntualmente i più pelandroni.
Praticano aikido per raggiongere improbabili illuminazioni, ma pretendono di arrivarci senza sudare.
Tutta questa tecnica e questa fisicità...
Ma non siamo mica atleti, si dicono...
O peggio, sportivi!
Siamo artisti marziali, cerchiamo l'assoluto.
Io dico, miei cari artisti, che dietro le illuminazioni ci sono grandi fatiche, mentali e fisiche.
Sarebbe opportuno dismettere i panni degli aspiranti saggi, perchè non è cosa per la maggior parte di noi, e divenire per lo meno dei discreti praticanti.
Detto questo, agli stage ci si diverte.
Soprattutto se si suda e si fa fatica.
Altrimenti a che serve?
Altrimenti è meglio fare una scampagnata.
Oppure un picnic.
Veniamo anche io e Foglietta.
Un saluto e buona pratica.
martedì 1 aprile 2014
Stage con il maestro Foglietta, 5 e 6 aprile 2014
Sabato e domenica prossimi terremo a Foggia uno stage diretto dal Maestro Roberto Foglietta, VI dan di aikido, già consigliere dell'aikikai d'Italia e da oltre trent'anni responsabile dei dojo di Pesaro e Rimini ren bu Kai.
E' da noi per la quinta volta, e spero che all'appuntamento non manchino in specie gli aikidoisti della zona.
Tuttavia la caratura del personaggio, spesso impegnato nella conduzione di raduni in tutta Europa, consiglierebbe anche a chi è lontano di venirci a trovare.
Ribadisco che stage del genere non sono semplici da organizzare, e costituiscono occasioni irripetibili per una pratica diversa e più stimolante di quella ordinaria del dojo di appartenenza.
L'insegnante è prezioso e di livello alto, e sarebbe un peccato non partecipare ad un momento di raduno di diverse scuole ed esperienze di questo genere.
Non ho bisogno di aggiungere altro.
Chi verrà, tornerà certamente alla propria pratica quotidiana più forte e maturo.
Vi aspetto.
La locandina, è sul sito aikikai.
Per ogni informazione, non esitate a contattarmi.
Luca
E' da noi per la quinta volta, e spero che all'appuntamento non manchino in specie gli aikidoisti della zona.
Tuttavia la caratura del personaggio, spesso impegnato nella conduzione di raduni in tutta Europa, consiglierebbe anche a chi è lontano di venirci a trovare.
Ribadisco che stage del genere non sono semplici da organizzare, e costituiscono occasioni irripetibili per una pratica diversa e più stimolante di quella ordinaria del dojo di appartenenza.
L'insegnante è prezioso e di livello alto, e sarebbe un peccato non partecipare ad un momento di raduno di diverse scuole ed esperienze di questo genere.
Non ho bisogno di aggiungere altro.
Chi verrà, tornerà certamente alla propria pratica quotidiana più forte e maturo.
Vi aspetto.
La locandina, è sul sito aikikai.
Per ogni informazione, non esitate a contattarmi.
Luca
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